4 Dicembre 2021
Caso Eitan, il Tribunale respinge il ricorso del nonno: il bambino tornerà in Italia

Caso Eitan, il Tribunale respinge il ricorso del nonno: il bambino tornerà in Italia

La sentenza sospende la propria esecutività in vista di un possibile ricorso alla Corte Suprema da parte dei Peleg

Il tribunale distrettuale di Tel Aviv ha respinto il ricorso presentato dai legali di Shmuel Peleg contro la sentenza di primo grado favorevole ad Aya Biran, zia paterna del piccolo sopravvissuto alla tragedia del Mottarone.

Lo si apprende dai legali della famiglia Biran. “Eitan Biran – si legge nella sentenza, diffusa dai Biran – è stato rapito dall’Italia verso Israele e deve ritornare al suo abituale luogo di residenza in Italia”.

Avvocati famiglia paterna: “Speriamo che sia l’ultimo passaggio”
Soddisfazione dagli avvocati della famiglia Biran, Shmuel Moran ed Avi Chimi, che hanno detto di aver accolto con compiacimento la sentenza della corte distrettuale: “E speriamo – hanno aggiunto – che questo sia l’ultimo passaggio prima che Eitan torni alla sua famiglia ed alla sua casa in Italia”. Da parte della famiglia del nonno, Shmuel Peleg, rammarico per la sentenza: “Eitan – ha detto il portavoce della famiglia, Gadi Solomon – è un bambino israeliano ed ebreo i cui parenti avrebbero voluto che crescesse e fosse educato in Israele”.

Possibile ricorso alla Corte suprema
Eitan per il momento non tornerà in Italia. La sentenza del tribunale distrettuale di Tel Aviv sospende infatti la propria esecutività in vista di un possibile ricorso alla Corte Suprema da parte dei Peleg. E’ la stessa prassi accaduta dopo la sentenza di primo grado che ha dato ragione ad Aya Biran.

Le motivazioni della sentenza
In un brano della sentenza riportato da ‘Israel ha-Yom’, i tre giudici del tribunale distrettuale di Tel Aviv scrivono: “Con tutta la comprensione per il dolore di colui il quale ha fatto ricorso e della nonna del minorenne, non c’era altra scelta che respingere l’appello. Ordiniamo il ritorno del minorenne in Italia entro 15 giorni da oggi. Ma ne sospendiamo la esecutività per sette giorni, per consentire un appello alla Corte Suprema se colui il quale ha fatto ricorso deciderà di farlo”. “Non c’è dubbio – scrivono ancora i giudici in una sentenza di 11 pagine – che il ritorno del minorenne in Italia causerà una sua separazione da colui il quale ha sporto ricorso e dalla nonna. Ma si tratta di una separazione temporanea – aggiungono – poiché il tribunale in Italia che discuterà il luogo dove il minorenne si stabilirà in modo permanente – se in Italia o in
Israele – terrà in debito conto anche questa considerazione”. I giudici esprimono anche la fiducia che al nonno Shmuel Peleg, “malgrado abbia prelevato il minorenne in modo illecito”, sia consentito di incontrare Etan anche in Italia.