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.SALDI ESTIVI 2013, SI PARTE SABATO 6 LUGLIO E SI COMPRERA' A PREZZI DI COSTO 02/07/13

Saldi Estivi 2013, si parte sabato 6 luglio anche nell'intera Provincia di Barletta-Andria-Trani e alcune condizioni congiunturali fanno si che quest'anno coincidano una serie di elementi, positivi o negativi, a seconda dei punti di vista.
Innanzitutto i punti a favore dei consumatori, che fanno anche ben sperare in un buon riscontro in termini di vendite, sono questi: - stagione estiva partita con enorme ritardo, con i mesi di maggio e di giugno praticamente inusuali e lontani da qualsiasi aspettativa, quindi vendite pre-saldi assolutamente bloccate e disponibilità nei negozi di prodotti e merci di tutte le taglie, di tutti i tipi e di tutti i colori; - alte percentuali di sconto già in partenza nel primissimo periodo e soprattutto vendite praticamente a prezzi di costo in quanto tutta la merce presente nei negozi non è rimanenza di magazzino, come avrebbe dovuto essere se i saldi fossero partiti nel periodo di fine stagione.
A fronte, quindi, di questa enorme opportunità per i consumatori si contrappone una situazione non certo felice per i commercianti i quali, seppur sperano in un discreto andamento delle vendite, sono preoccupati in quanto i ricavi caleranno in maniera esponenziale perché venderanno a prezzi di costo nel periodo dei saldi e sconteranno anche le perdite subite nel periodo precedente con le vendite pre-estive bloccate anche a causa delle avverse condizioni meteo.
Crediamo che almeno quest'anno le Associazioni dei Consumatori potrebbero astenersi dal gridare: "attenti alle truffe!"

UNIMPRESA BAT

.Truffa a Barletta: false cadute e il comune paga 16/10/12

Secondo la tesi accusatoria, sostenuta dal sostituto procuratore della Repubblica Michele Ruggiero, i registi dell'operazione erano alcuni noti avvocati. L'attivita' odierna riguarda incidenti avvenuti a Barletta che hanno visto coinvolti passanti caduti accidentalmente su manti stradali dissestati o comunque in cattivo stato di manutenzione. Successivamente le presunte vittime chiedevano un risarcimento all'ufficio gestione sinistri del Comune di Barletta.

Le pratiche, da un punto di vista legale, sono state curate sempre e solo dallo stesso professionista come si e' rilevato dalla copiosa documentazione acquisita all'ufficio gestione sinistri del Comune. I primi riscontri probatori a seguito dell'esame accurato degli atti, inerenti le denunce presentate, hanno permesso di rilevare evidenti criticita' che hanno fatto ritenere falsi gli incidenti in modo da integrare le fattispecie penalmente rilevanti dei delitti di truffa ai danni dell'ente pubblico.

Il modus operandi, come si evince dai sinistri stradali denunciati, aveva diverse modalita' di attuazione: l'apparente parte lesa in genere si era infortunata in circostanze di tempo e di luogo completamente diverse, ad esempio giocando in una partita di calcio. Inoltre venivano utilizzati anche testimoni oculari che di fatto non avevano assistito all'incidente. L'accusa e' di truffa nei confronti di un ente pubblico. [Adnkronos]

 

.Verifica delle caldaie, la Provincia chiarisce ma restano i dubbi 14/09/12

Pubblichiamo integralmente la nota stampa del Settore Edilizia, Manutenzioni ed Impianti Termici, relativamente ad alcuni chiarimenti sulle ispezioni degli impianti termici non dichiarati.

In merito all'avviso di ispezione sugli impianti termici non dichiarati, il Settore Edilizia, Manutenzione ed Impianti Termici della Provincia di Barletta - Andria - Trani intende fornire alcune doverose precisazioni.
Come noto, nei giorni scorsi i cittadini della Provincia hanno ricevuto una raccomandata, a firma della ditta Asax e del Settore Edilizia, Manutenzione ed Impianti Termici della Provincia, con cui si preannunciava il pagamento di una somma di euro 55 per la mancata dichiarazione del proprio impianto di riscaldamento domestico e per il controllo d'ufficio conseguente alla mancata dichiarazione.
Tale attività è un atto dovuto dalla legge, ed in particolare dal Decreto legislativo 192/05, la cui trasgressione prevede una sanzione penale a carico del legale rappresentante dell'Ente (in questo caso il Presidente della Provincia).
Le attività di ispezione sugli impianti termici non dichiarati sono state inizialmente svolte dalla Provincia di Bari, prima del passaggio di competenze alla Provincia di Barletta - Andria - Trani. Per lo stesso motivo, anche l'appalto in vigore tra la ditta Asax e la Provincia di Bari è passato, per cessione parziale, alla Provincia di Barletta - Andria - Trani.
Per quanto concerne le ispezioni agli impianti termici non dichiarati entro la scadenza del 16 giugno 2010 (prorogata dalla Provincia Bat rispetto alla precedente fissata per il 30 settembre 2008), gli utenti sono destinatari di una raccomandata per il pagamento di quattro diverse tipologie di importi in funzione della potenza delle caldaie. In particolare:
- 55 euro, per gli impianti la cui potenza nominale del focolare inferiore a 35 kW
- 130 euro, per gli impianti la cui potenza nominale del focolare è compresa tra 35 kW e 116kW
- 333 euro per gli impianti la cui potenza nominale del focolare è compresa tra 116 kW e 350 kW
- 445 euro (per gli impianti la cui potenza nominale del focolare è maggiore a 350 kW).
Nel caso, ad esempio, di impianti non dichiarati con potenza nominale del focolare inferiore a 35 kW, gli utenti dovranno versare la somma di 55 euro, comprendente 15 euro per il bollino e 40 euro di sanzione per non aver dichiarato in passato l'impianto.
Gli utenti che hanno già ottenuto il bollino verde dal proprio manutentore sono invitati a comunicare la regolarità amministrativa del proprio impianto alla ditta Asax ed alla Provincia, preferibilmente entro la data dell'ispezione, e saranno esentati da ogni costo. La Provincia di Barletta - Andria - Trani garantisce inoltre che quanti avessero già indebitamente pagato l'intera somma riceveranno il rimborso del versamento effettuato.
In caso di grave impedimento, gli utenti che invece attendono l'ispezione dovranno inviare l'eventuale richiesta di rinvio a mezzo fax al n. 800171691, telefonando al numero verde 800148788 o inviando una mail all'indirizzo info@asax.it.
La richiesta di rinvio è scaricabile sul sito internet www.asax.it, deve essere effettuata precisandone le motivazioni e fornendo un recapito telefonico, entro 10 giorni precedenti la data dell'ispezione comunicata.
L'ispezione potrà essere rinviata una sola volta, salvo gravi e documentate motivazioni. Pertanto, non saranno prese in considerazioni eventuali richieste successive alla prima. Qualora per cause non imputabili alla Provincia di Barletta - Andria - Trani o alla società Asax, la richiesta di rinvio venga effettuata oltre il termine suindicato, al richiedente sarà addebitata una somma pari al 30% del costo dell'ispezione sostenuto dall'Ente, così come disciplinato dal comma 4, art. 6, del Regolamento Provinciale.
Nel caso in cui non si possa procedere all'attività di ispezione per assenza del responsabile o per rifiuto del controllo, sarà necessario effettuare un ulteriore versamento di 24,20 euro, entro 10 giorni dalla mancata ispezione, sul c/c postale n° 001004927263, intestato a "Provincia Bat Verifica Impianti Termici Servizio Tesoreria".
Nel caso in cui l'Asax dovesse verificare l'irregolarità dell'impianto, la stessa ditta invierà opportuna comunicazione alla Provincia, la quale indicherà all'utente i tempi, le modalità e gli oneri relativi alla messa a norma. A quel punto, l'utente dovrà adeguare il proprio impianto e trasmetterne apposita comunicazione alla Provincia.
Per informazioni è possibile contattare il numero verde 800148788 dalle ore 09.00 alle ore 13.00 dal lunedì al venerdì o recarsi ogni lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 9.30 alle 12.30 ed il martedì dalle 15.00 alle 18.00 nelle sedi di Andria (Sportello di via Muzio Clementi, 8) e Trani (Ufficio per le Relazioni con il Pubblico in via Tasselgardo, 3).

 

.TEST KILLER: PROCURA TRANI, DISPOSTI AUTOPSIA E ESAMI TOSSICOLOGICI 26/03/12

Da due giorni il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) dei Carabinieri, il ministero della Salute e la procura di Trani sono al lavoro per fare chiarezza sulla morte di una ragazza e l’intossicazione di altre due donne avvenute in un centro medico di Barletta. Gli incidenti si sarebbero verificati a causa di una preparazione al sorbitolo contaminata acquistata su Internet, attraverso un rivenditore sul sito di aste eBay. Due medici sono indagati per omicidio colposo e sono in corso indagini e sequestri per evitare che si possano verificare nuovamente episodi simili.

Sabato 24 marzo Teresa Sunna, una ragazza di 29 anni, si è sottoposta a un test per la valutazione di alcune intolleranze alimentari in uno studio medico di Barletta. La donna ha bevuto da un bicchierino una preparazione, contenente cinque grammi di sorbitolo, e dopo pochi istanti si è sentita male. Ha perso i sensi e in una decina di minuti è morta, nonostante l’intervento dei medici per soccorrerla. Altre due donne che erano con lei, e si stavano sottoponendo al medesimo trattamento, si sono sentite male, ma hanno immediatamente rimesso la preparazione e grazie ai soccorsi hanno evitato l’intossicazione.

Il sorbitolo utilizzato per il test era stato acquistato da un rivenditore su eBay dai due medici, Ruggero Spinazzola e Mauro Pappagallo, con l’aiuto di un loro conoscente, che è indagato, ma non per omicidio colposo. Hanno spiegato che l’acquisto era lecito perché il sorbitolo è considerato integratore e non farmaco. I due avevano già effettuato altri acquisti simili in passato su Internet e non avevano avuto alcun problema: «Non era mai successo nulla. Abbiamo confrontato la confezione con la scheda tecnica. Cosa avremmo dovuto fare di più?». Su eBay al momento non risultano annunci per la vendita di sorbitolo: probabilmente sono stati rimossi o sospesi dalla società in attesa delle prossime verifiche.

Il sorbitolo è un parente del glucosio (è il suo alditolo) e si trova in natura in molte bacche e frutti come ciliegie, pere, susine e mele. Ha un potere dolcificante inferiore a quello del saccarosio, il comune zucchero, e viene utilizzato nell’industria alimentare come dolcificante. Tra le altre cose, ha il vantaggio di non favorire la formazione della carie dentale, perché i batteri che ne sono responsabili non lo riescono a utilizzare per il loro metabolismo. La sostanza viene anche utilizzata per alcuni test (Breath Test) tesi a valutare la presenza di possibili intolleranze alimentari nei pazienti.

Le tre donne nel centro diagnostico di Barletta sono rimaste intossicate mentre stavano effettuando un Breath Test con sorbitolo per valutare possibili intolleranze alimentari o problemi di malassorbimento dei nutrienti. La prova consiste nel far ingerire al paziente una piccola quantità della sostanza verso cui potrebbe essere intollerante, misurando poi nelle ore successive la concentrazione dei gas prodotti con la respirazione. Se il paziente non è intollerante, la sostanza viene assorbita dall’intestino tenue, mentre se è intollerante la sostanza procede fino all’intestino crasso dove interagisce con la flora batterica formando gas, che passano poi nel circolo sanguigno e vengono espulsi con la respirazione. Il test non è invasivo, ma divide da tempo la comunità scientifica sulla sua effettiva efficacia ed è spesso al centro di ampi dibattiti legati alla definizione delle intolleranze alimentari, che non vanno confuse con le allergie.

Il sorbitolo utilizzato per i test a Barletta era stato prodotto da una società di Rovigo, dove è stato disposto il sequestro di buona parte dei suoi materiali in attesa dell’autopsia di Teresa Sunna, che dovrebbe fornire nuovi dettagli sulle cause della sua morte. Un altro sequestro di diverse tonnellate di sorbitolo è stato disposto anche a Mantova, riferiscono Corriere della Sera e Repubblica di oggi. Il prodotto non veniva però commercializzato direttamente dalla società italiana. Il sorbitolo veniva inviato nel Regno Unito, dove veniva confezionato e reintrodotto sul mercato europeo. Una contaminazione, se di questo si è trattato, potrebbe essere avvenuta anche in questo secondo passaggio.

Il pubblico ministero di Trani, Michele Ruggiero, che si sta occupando dell’indagine, ha messo in allerta il ministero della Salute per realizzare controlli su tutto il territorio nazionale ed evitare che il sorbitolo acquistato online sia utilizzato. Il sottosegretario del ministero, Elio Cardinale, ha chiesto ai medici che hanno acquistato la sostanza su eBay di sospenderne l’utilizzo: «Serve un po’ di cautela. Meglio sospendere la somministrazione di queste sostanze che, ricordo, è vietato comprare via Internet». I due medici di Barletta sostengono, però, di averlo acquistato lecitamente online perché si tratta di un integratore e non di un farmaco vero e proprio. Il Corriere della Sera ha chiesto chiarimenti a Cardinale, il quale ha ricordato che si tratta di “una sostanza riconosciuta dalla farmacopea italiana” e che deve essere quindi acquistata con le dovute cautele e i necessari controlli sanitari. [ilpost.it]

 

. Raccolta firme proposta di legge "nun te regghe più" (riduzione dello stipendio ai parlamentari) 20/02/12

Ai sensi degli articoli 7 e 48 della legge 25 maggio1970 n.352 la cancelleria della Corte Suprema di Cassazione ha annunciato, con pubblicazione sulla GU n..227 del 29-9-2011, la promozione della proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo :"Adeguamento alla media europea degli stipendi, emolumenti, indennità degli eletti negli organi di rappresentanza nazionale e locale ".

L'iniziativa, nata in modo trasversale ai partiti e promossa dalgruppo facebook "Nun Te Regghe Più" dal titolo della famosa canzone di Rino Gaetano, ha come obiettivo la promulgazione di una legge di iniziativa popolare formata da un solo articolo : " I PARLAMENTARI ITALIANI ELETTI AL SENATO DELLA REPUBBLICA, ALLA CAMERA DEI DEPUTATI, IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, I MINISTRI, I CONSIGLIERI E GLI ASSESSORI REGIONALI, PROVINCIALI E COMUNALI , I GOVERNATORI DELLE REGIONI, I PRESIDENTI DELLE PROVINCE, I SINDACI ELETTI DAI CITTADINI, I FUNZIONARI NOMINATI NELLE AZIENDE A PARTECIPAZIONE PUBBLICA, ED EQUIPARATI NON DEBBANO PERCEPIRE, A TITOLO DI EMOLUMENTI, STIPENDI, INDENNITA' TENUTO CONTO DEL COSTO DELLA VITA E DEL POTERE REALE DI ACQUISTO NELL'UNIONE EUROPEA, PIU' DELLA MEDIA ARITMETICA EUROPEA DEGLI ELETTI NEGLI ALTRPAESI DELL'UNIONEPER INCARICHI EQUIVALENTI"
La raccolta firme viene effettuata tramite appositi moduli vidimati depositati negli uffici elettorali dei comuni italiani, adesso è possibile farlo anche nella nostra Trani.
50.000 firme sono il minimo richiesto dalla legge per la presentazione della proposta, 80.000 sono il numero necessario per sopperire ad eventuali errori e anomalie di raccolta (ne mancano poche migliaia) ma il vero obiettivo è quello di poter raccogliere le firme di tutti gli italiani stanchi di mantenere i privilegi della classe politica. Una firma non costa molto, continuare a restare indifferenti costa molto di più.
Si è parlato negli ultimi giorni, della riduzione dello stipendio ai parlamentari... ma 1.200 euro lordi mensili non sono una "sostanziale decurtazione".
Non può essere considerato un "adeguamento" alla media europea perché 14.400 euro l'anno in meno porterebbe l'indennità dagli attuali 144.000 euro a 130.000 .... sempre circa 25.000 euro l'anno in più rispetto al secondo paese nella classifica dei parlamentari più pagati. Vediamo i costi negli altri paesi:
l' Italia come detto poc'anzi dove si "spende" di piu 144.084,36 seguiti da Austria 106.583,40 - Olanda 86.125,56 - Germania 84.108,00 e al quinto posto l' Irlanda con 82.065,96

La media matematica calcolata dalla proposta di legge popolare è attorno ai 70.000 euro annui e parliamo solo di stipendio, non di vitalizi, rimborsi, diarie o altro ... quelli al momento, per noi e per questo decreto, resterebbero invariati.
Potete recarvi ogni giorno presso l 'ufficio elettorale del comune, fatevi una passeggiata magari... in compagnia!!
Per chi fosse interessato a maggiori chiarimenti o per chi volesse collaborare mediante la raccolta firme nelle piazze, può aggiungerci su facebook.
Una firma non costa molto, contnuare a restare indifferenti costa molto di più.

A Barletta puoi firmare recandoti presso l'Ufficio relazioni con il pubblico, dalle 09.00 alle 13.00 tutti i giorni ed il martedi e giovedi anche dalle 16.30 alle 18.300.

 

. Università di Trani: firmata la convenzione e presentato il primo Anno Accademico 31/01/12

Il Polo Universitario della provincia di Barletta-Andria-Trani è pronto per l’avvio del primo Anno Accademico. Ad Andria, l’Agenzia del Patto Territoriale Nord Barese Ofantino e l’Università Lum hanno sottoscritto una convenzione per l’istituzione del presidio universitario, alla presenza del Presidente della Provincia di Barletta-Andria-Trani, Francesco Ventola, del Presidente del Patto Territoriale Nord Barese Ofantino Pinuccio Tarantini, del Rettore della Lum di Bari Emanuele De Gennaro e dei Sindaci dei Comuni del Patto. Tra questi anche il Sindaco di Bisceglie, Francesco Spina. Lo rende noto un comunicato diffuso dalla Provincia.

L’iniziativa, che ha coinvolto la Provincia ed i Comuni appartenenti al Patto Territoriale Nord Barese Ofantino (i dieci della Bat insieme al Comune di Corato) è destinata a promuovere azioni tese a radicare, facilitare ed incentivare l’accesso all’istruzione universitaria, post universitaria e di formazione superiore, dei residenti nei comuni soci del Patto Territoriale, attraverso borse di studio alle quali si potrà accedere per merito o situazione economica

Ad una prima fase di tutoraggio della durata di un anno, seguirà (come da normative vigenti) il riconoscimento di sede universitaria; essa avrà luogo in una struttura sita lungo la Strada Provinciale Trani-Andria, al km 1,5 in territorio di Trani, proprio di fronte allo svincolo Trani Nord della 16 bis, individuata dalla Lum.

La Provincia di Barletta-Andria-Trani sosterrà l’iniziativa attraverso un impegno finanziario di 500.000 euro in borse di studio (circa 200 da 2.500 euro ciascuna) per gli studenti più meritevoli e quelli con difficili situazioni reddituali (secondo i parametri Edisu). Il contributo dei Comuni aderenti al Patto Territoriale Nord Barese Ofantino, invece, ammonterà complessivamente a 200.00 mila euro, ripartiti proporzionalmente al numero degli abitanti delle undici città. In un primo momento verranno proposti i corsi di laurea in Giurisprudenza ed Economia; a seguire, il Partenariato Economico e Sociale individuerà, dopo aver analizzato le esigenze delle imprese e dell’intero tessuto economico, l’introduzione di altri eventuali indirizzi.

«L’iniziativa del Polo Universitario, sostenuta dal Patto territoriale Nord Barese Ofantino e dalla Provincia, costituirà un volano di sviluppo per tutto il territorio, e sarà necessaria la massima sensibilità di tutte le forze politiche, economiche e sociali, per predisporre accoglienza e logistica nei confronti degli studenti che sceglieranno di svolgere qui i loro studi universitari. [controcampus]

 

. Barletta: continua l’emergenza tra benzene e ossido d’azoto 12/01/12

«È iniziato l'anno nuovo ma non dobbiamo dimenticare quello passato, specie se il 2011 a Barletta ci ha regalato valori altissimi di C6H6 (benzene) e di NO2 (biossido d’azoto), pericolosi inquinanti. Né si può ignorare l’enorme valore di benzene, registrato in Barletta il 29.12.2011 (10.3 ?g/m³)». La questione della qualità (pessima) dell’aria tiene banco anche all’inizio dell’anno nuovo. «Nonostante ciò - fanno notare Daniele Cascella, regista, e Ruggiero Quarto, ordinario di geologia all’Università di Bari - a Barletta tutto è nella norma, dato che la legge prevede un valore massimo medio annuo di 5 ?g/m³; valore che conosceremo solo tra qualche mese. I dati della qualità dell'aria relativi ad Ottobre 2011, pubblicati in questi giorni dall'ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) sono, come al solito, preoccupanti per Barletta. L'Arpa stessa riguardo l'NO2 scrive: “Durante il mese di ottobre sono stati rilevati 12 superamenti del valore limite orario di 200 ?g/m³ nella stazione di monitoraggio di via Canosa - Barletta. In tale stazione è stata altresì registrata la media mensile più elevata”».

«La legge prevede un valore limite annuale di NO2 pari a 40 ?g/m³ e un valore limite orario di 200 ?g/m3, da non superare per più di 18 volte nell'anno. Dal rapporto si evince che in Ottobre nella centralina di Via Canosa, nella Scuola S. Domenico Savio, il valore medio mensile è stato pari a 108 ?g/m3 (media mensile più alta in Puglia) e si sono avuti 29 superamenti del valore limite orario di 200 ?g/m3 nel 2011. La cosa ancor più preoccupante è che tali superamenti si sono registrati solo nei mesi di Settembre e Ottobre, giacché prima la centralina non monitorava il biossido di azoto. Il biossido di azoto è un forte irritante delle vie polmonari. È emesso soprattutto dai motori diesel ed è ritenuto cancerogeno. Si fa presente che in Puglia, ad eccezione di Martina Franca, che ha avuto un solo superamento annuale, non risulta alcun superamento del valore limite orario pari a 200 ?g/m³ di tale inquinante». E poi. «Riguardo al benzene, i dati sono altrettanti negativi. A Ottobre, a Barletta, si è registrato un valore medio pari a 5.7 ?g/m³, con una media annuale parziale di 3.8 ?g/m³. Anche Andria ha livelli di inquinamento da benzene preoccupanti (media mensile 3.4 ?g/m³ e media annuale parziale pari a 2.8 ?g/m³). Anche in questo caso i valori sono stati i più alti della regione. Tale inquinante è un arcinoto potente cancerogeno, oltre a generare tanti altri gravi problemi di salute, anche sui nascituri, perfino a dosi inferiori ai limiti di legge. Non ci vuole la sfera magica per capire che i dati terribili di via Canosa sono principalmente legati al traffico. Qualcuno dice che il punto di monitoraggio incriminato è un’anomalia negativa (definito hot-spot in canyon urbano dalla stessa Arpa e non rappresentativo dell’intera città)».

«Ma in quel punto ci sono mille nostri bambini e tanti abitanti! Con che coraggio facciamo respirar loro tale intruglio malefico? Ci atterrisce l’idea che se monitorassimo l’intera via Canosa e, poi, via Imbriani, corso Garibaldi, corso Cavour, via Trani, le centraline andrebbero in tilt. Lo stesso vale per molti altri punti critici (via Margherita di Savoia-via Foggia; via Alvisi; ecc..). Ancor peggio se agli inquinanti da traffico sommiamo quelli industriali. Dai dati terribili citati, riteniamo che occorra approfondire il monitoraggio dell’aria con un piano efficiente. Si può cominciare da subito passando da due centraline fisse ad almeno quattro complete e ben ubicate e spostando la centralina mobile via via nei punti critici. Per tale ultima centrale, l’Arpa si è dichiarata disponibile a farlo gratis! Ma, innanzitutto, è improcrastinabile intervenire per rimuovere le sorgenti inquinanti, perché gli inquinanti citati possono far male anche al di sotto dei limiti e gli stessi limiti sono sempre rivisti al ribasso man mano che migliorano le conoscenze scientifiche. Occorre riconoscere e bonificare qualsiasi hot-spot o canyon nocivo. Occorre limitare il traffico! Zone a traffico limitato, park&ride, pedonalizzazione, bici, viabilità, bus. Occorre il verde. Che sia l’aria il primo problema del Bilancio Comunale del 2012! Il PUT (Piano Urbano Traffico) non è più rinviabile! Non possiamo soffocare nello smog! Pensiamo ai più deboli: bambini, vecchi e persone affette da MCS (Sensibilità Chimica Multipla). Tali ultime sono solo la punta di un iceberg formata da tutti i cittadini, sempre più emergente quanto maggiore è l’inquinamento. Pensare a tali "sentinelle" della mal aria non solo è un dovuto gesto di umana solidarietà, ma anche un atto di prevenzione per i cosiddetti ancora sani». [fonte lagazzettadelmezzogiorno]

 

. Gruppo "scomodo" su Facebook: lettere minatorie al suo amministratore 28/11/11

Due lettere di minacce, corredate da diverse foto, sono arrivate tra venerdì e ieri mattina a un blogger tranese, che ha creato dei gruppi per denunciare i problemi di Andria e Trani. A Paolo Nugnes, 41enne amministratore dei gruppi Andriaspia e Tranispia che fanno informazione senza filtri su Facebook, è stato intimato di chiudere il gruppo di Andriaspia entro le ore 12 del 30 novembre.

La prima lettera è stata inviata presso la sede dell’ufficio di Paolo Nugnes a Trani, mentre la seconda è giunta all’indirizzo della sua compagna residente ad Andria. Ad allarmare il destinatario sono state soprattutto le fotografie allegate (foto della sua auto, del suo ufficio, della sua porta di casa del condominio), luoghi finiti nel mirino degli autori di questo atto criminale che sperano con l’intimidazione di far tacere una legittima forma di espressione del pensiero di centinaia di cittadini che si incontrano virtualmente su AndriaSpia per discutere le problematiche della città.

In un suo post per raccontare l'accaduto ai circa 600 iscritti al gruppo, Paolo Nugnes scrive così: “Signori, sarò breve. Questa mattina ho ricevuto una lettera minatoria nella quale mi veniva intimato di chiudere il gruppo AndriaSpia.Allegate alla lettera vi erano foto della mia auto, del mio ufficio, della porta di casa del condominio.Non voglio esporre la mia famiglia a questo idiota, per cui, il 30 novembre, alle 11 circa, mi dimetterò da amministratore di AndriaSpia, visto che lui mi chiede di chiudere il gruppo, ma i gruppi facebook si possono aprire ma sono impossibili da chiudere.E’ stato bello finché è durato. Pace e bene”.

L'autore o gli autori che hanno, tra l'altro, scritto erroneamente il cognome della vittima, hanno minacciato ritorsioni pesanti nei suoi confronti e della sua famiglia. «Anche se non sei sposato hai una famiglia e una bella bimba, non ti conviene fare lo scemo ad Andria», hanno scritto senza mezzi termini. Hanno poi aggiunto: «Volevamo bruciare la Punto, ma è troppo vecchia, ci vergogniamo, possiamo provare con il negozio».

Sull’episodio indagano ora gli agenti del commissariato di Polizia di Trani, dopo la denuncia della vittima.

«Sul gruppo scrivono davvero di tutto e il contrario di tutto», spiega Paolo Nugnes. «Anche se ultimamente si sono concentrati su alcune forme di pubblicità piuttosto invasive apparse in città, la cosiddetta 'guerrilla marketing'. Ma è difficile dire cosa possa aver dato fastidio e a chi. In ogni caso, come regola, - conclude - chi posta i suoi messaggi deve firmare con nome e cognome, per il resto può scrivere tutto». Sul blog, negli ultimi tempi, si è dibattuto anche di spese pubbliche folli e di ritipizzazioni di alcune aree nel Piano regolatore andriese. Sarà ora la polizia a dover cercare di capire se qualcuno possa essersi sentito realmente minacciato da qualcuno dei contenuti del blog. Ieri, intanto diverse persone hanno deciso di esprimere solidarietà al blogger, iscrivendosi ad Andriaspia. Il problema è che i gruppi facebook si possono aprire ma sono impossibili o perlomeno molto difficili da chiudere.

 

. Mobilitazione studentesca: "Diamo voce ai per i pendolari". Parte il volantinaggio e la raccolta firme 08/11/11

Da Lunedì per circa due settimane nel piazzale antistante la stazione si terrà una mobilitazione studentesca che parte dalla necessità di denunciare la situazione di disagio che ogni giorno devono affrontare gli studenti pendolari di Barletta.
L’iniziativa, che si terrà anche nelle città di Trani, Barletta, Bisceglie, Molfetta, è stata lanciata dall’associazione universitaria nazionale “Giovane Università”, rappresentata a livello regionale da Andrea Catino, e dal movimento giovanile “Giovani per i Giovani – Libertà e Lavoro”, coordinato da Marco Vitobello.

Come è stato denunciato di recente anche da giornali e tv locali, oltre che già da tempo sui social network come Facebook o Twitter, la situazione del trasporto ferroviario mette a dura prova la resistenza dei giovani universitari pugliesi.

Molto spesso gli studenti devono affrontare un viaggio di quasi 1 ora in piedi in vagoni sovraffollati, in cui la resistenza fisica è messa a dura prova, tanto è vero che non è difficile assistere a svenimenti o a episodi di grande nervosismo; per non parlare anche dei rischi per la salute e per la sicurezza che si corrono con questo tipo di situazione.

Per questo motivo Giovane Università e Giovani per i Giovani dal 7 al 9 Ottobre e dal 14 al 16 Ottobre, dalle ore 6:30 alle ore 9:30 del mattino, nel piazzale antistante la stazione distribuiranno volantini informativi e raccoglieranno firme per sostenere una serie di proposte da indirizzare alle istituzioni competenti in materia di trasporti pubblici.

I responsabili dell’iniziativa nella città di Barletta sono: Luca Cavalieri e Raffaele Piccialli.


“Chiediamo solo di essere ascoltati – affermano i responsabili dell’iniziativa – affinché anche chi si trova al vertice delle istituzioni, possa sapere o addirittura provare in prima persona cosa significa fare un viaggio in treno per andare a Bari, in una delle corse che si trovano in quella fascia d’orario.

Non è piacevole di prima mattina dover fare circa 1 ora di treno in piedi o al limite seduti sui gradini dei vagoni, ammucchiati, con persone che ti spingono continuamente, a volte in condizioni igieniche precarie che necessariamente si vengono a creare se il treno è sovraffollato, e con notevoli rischi per la sicurezza a bordo.

E’ meglio non aspettare eventi poco piacevoli per intervenire; prevenire è meglio che curare.”

“Chiediamo ai tanti pendolari che ogni mattina usano i treni per muoversi in direzione di Bari di sostenere la nostra iniziativa – afferma Andrea Catino, Presidente Regionale di Giovane Università – firmando i moduli per la nostra raccolta firme e diffondendo la situazione che ogni giorno vivono. Dobbiamo far conoscere la nostra situazione a tutti i cittadini e alle istituzioni competenti e dobbiamo mostrarci uniti e solidali affinché questo obiettivo possa essere raggiunto.”

“Per segnalare situazioni di disagio o per aiutarci in questa iniziativa – afferma Marco Vitobello, Coordinatore di Giovani per i Giovani - abbiamo messo a disposizione dei pendolari i nostri profili facebook (Giovane Università Sud e GiovaniperiGiovani Coordinamento Puglia) e un indirizzo mail (gu.puglia@gmail.com).”

 

. Barletta: rubato il Crocifisso del crollo. L'appello di Mons. Pichierri 08/11/11

“Apprendiamo con grande rammarico – ha dichiarato l’Arcivescovo Mons. Giovan Battista Pichierri - la notizia del furto del crocifisso in terracotta rimasto appeso alla parete, assieme al quadro della Madonna dello Steperto, della palazzina crollata il 3 ottobre scorso, in questi giorni in mostra nella Galleria del Teatro Curci all’interno di una rassegna fotografica, promossa da Barlettalife, relativa al triste evento.

Il trafugamento rappresenta un gesto di crudeltà nei confronti della famiglia Lanotte-Antonucci che in quel crocifisso, come nell’icona della Madonna dello Sterpeto, vedono una presenza misteriosa e rassicurante, nonché un segno di speranza per sé e per tutti coloro che hanno vissuto la terribile esperienza del 3 ottobre”.

“Facciamo nostro l’appello – ho proseguito l’Arcivescovo - del Sindaco Maffei rivolto ‘alla cittadinanza e soprattutto a coloro che hanno asportato quel crocifisso di terracotta affinché lo si riconsegni alla legittima proprietaria. In qualsiasi modo, anche alla polizia municipale, o a qualsiasi autorità o nelle mani, in forma anche anonima, restituendo così una legittima serenità alla famiglia Lanotte-Antonucci già duramente colpita dallo shock dell’evento subìto e dalla perdita della propria abitazione’”.

 

. Crollo Barletta, indagato dirigente edilizia Comune Barletta e il titolare del laboratorio 07/10/11

C'e' anche il titolare del laboratorio di confezioni e padre della 14enne morta nel crollo tra i 9 indagati da parte della Procura di Trani per il collasso della palazzina a Barletta.E' Savio Cinquepalmi. Nel crollo dell'edificio,nel quale a piano terra si trovava il laboratorio di confezioni, sono morte 4 operaie oltre alla figlia del titolare. Tra gli indagati, il dirigente del settore edilizia pubblica e privata del Comune di Barletta, arch.Francesco Gianferrini. Indagati anche i professionisti dell'ufficio tecnico comunale che il 30 settembre fecero il sopralluogo della palazzina crollata, Rosario Palmitessa e Roberto Mariano, e il vigile Giovanni Andriolo. Gli altri indagati sono tecnici di imprese edili.

Il pm Giuseppe Maralfa indaga per i reati di disastro colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime e ha effettuato le iscrizioni al termine di tre giorni di interrogatori e di acquisizione di atti.(fonte Ansa)

. Crollo Barletta, giovedì i funerali delle cinque vittime 05/10/11

Sono state compiute ieri, nel Policlinico di Bari, le “virtuopsie” sui corpi di Maria Cinquepalmi, di 14 anni, la figlia dei titolari del maglificio al piano terra dello stabile crollato in via Roma a Barletta, di Matilde Doronzo, di 32 anni, Giovanna Sardaro, di 30 anni, Antonella Zaza, di 36 anni e di Tina Ceci, di 37 anni. Le virtuopsie sono esami radiologici che consentono di dare risposte in maniera piu’ veloce ai quesiti della Procura. Nel caso di Antonella Zaza, la tac non ha evidenziato le cause della morte e quindi sara’ necessario compiere l’autopsia.

Sono morte per ”lesioni contusive multiple da grande traumatismo” le vittime del crollo della palazzina di via Roma, a Barletta, avvenuto nella tarda mattinata dello scorso 3 ottobre. Lo hanno stabilito, per quattro delle cinque vittime, le ‘virtuopsie’ sui corpi effettuate dal medico legale Francesco Introna. Per la quinta vittima, Antonella Zaza, sara’ invece necessario compiere l’autopsia tradizionale perche’ nel suo caso non e’ stato possibile stabilire la causa della morte.


Si celebreranno domani in piazza Aldo Moro, a Barletta, a poche decine di metri dal luogo della tragedia, i funerali delle cinque vittime del crollo della palazzina avvenuto l’altro ieri nella cittadina pugliese. Il sindaco di Barletta, Nicola Maffei, ha proclamato per domani il lutto cittadino. La cerimonia sara’ ufficiata dall’ arcivescovo di Trani, Barletta, Bisceglie e Nazareth, monsignor Giovanni Battista Pichierri.


Rimarranno nel policlinico di Bari fino a domani, giorno dei funerali, le salme delle vittime del crollo della palazzina avvenuto a Barletta lunedi’. Per volonta’ di tutti i familiari, le salme si muoveranno tutte insieme dal policlinico nella tarda mattinata di domani per raggiungere Barletta dove alle 15 saranno celebrati i funerali. Cio’ per consentire che oggi venga compiuta l’autopsia sul corpo di Antonella Zaza, per la quale e’ stato necessario questo tipo di accertamento non avendo dato la ‘virtuopsia’ risposte chiare sulle cause della morte. (fonte Ansa)

. La testimonianza di un volontario della Protezione Civile tra i primi ad arrivare sul luogo del crollo 04/10/11

Pubblichiamo la testimonianza pervenuta in Redazione di un volontario della Protezione Civile tra i primi ad arrivare sul luogo del crollo del palazzo a Barletta.

Quello che rimane di una giornata fra le macerie è l’immagine di un quadro raffigurante una madonna e dei due crocifissi posti sul suo lato sinistro e destro. Uno più piccolo, l’altro grande, ancora attaccati come per miracolo sul muro dello stabile di via Roma a Barletta. Un miracolo non c’è stato però per le cinque vittime accertate causate dal crollo di uno stabile in cui vi era anche un laboratorio tomaificio e dove hanno perso la vita quattro donne e una ragazzina che aveva di fronte a sé ancora un’intera vita da vivere, gioie e amori, viaggi e programmi per il futuro o semplicemente la spensieratezza di una normale vita da adolescente vissuta giorno per giorno. Tutti i corpi sono stati estratti dalle macerie in prossimità della porta d’uscita come se stessero scappando, come se avessero avvisato il pericolo. Forse uno scricchiolio, forse il crollo di alcuni pezzi d’intonaco che preavvisavano la tragedia.

Questo non è dato saperlo, non potremo mai sapere quanta paura è fluita nelle vene delle persone schiacciate da due piani di tufi e travi di legno negli istanti prima del crollo. Quel che ormai invece appare essere una quasi sicurezza sono i momenti che hanno caratterizzato le giornate precedenti alla tragedia.
Sono fra le macerie e qualcuno parla, denuncia ad alta voce che era stato interpellato un ingegnere venerdì perché si sentivano scricchiolii e d erano visibili grosse crepe nello stabile di via Roma, forse a seguito di alcuni lavori edili adiacenti allo stabile. Ne parla con rabbia e con sofferenza quell’uomo che fianco a me toglie le macerie fra la polvere e la puzza di gas. Dice anche di aver assistito personalmente ad un accesa discussione fra un ingegnere e chi denunciava crepe e rumori, dice anche che nel pomeriggio un impresario edile è arrivato sul posto minacciando che avrebbe fatto espropriare lo stabile se le lamentele fossero continuate. E allora perché non chiedersi come mai ciò’ non sia stato fatto, quali interessi possono ruotare attorno ad una palazzina che sta per crollare? Arriva un uomo verso le ore 16.30. Riesce a superare le transenne. Probabilmente è un parente di qualche operaia del tomaificio.

Grida con astio ed energia: <>. Arriva finalmente il Prefetto e riesce a dare un ordine a quello che ai miei occhi si era presentato come un’orda disordinata di vigili del fuoco, esercito, volontari e cittadini ammassati per cercar di dare una mano. Quei cittadini Barlettani con i loro jeans e con le loro magliette, qualcuno con il casco da cantiere, altri a mani nude. Volevano scavare e spostare detriti per arrivare al più’ presto ad una mano, ad una gamba, al suono labile di una voce sotterrata. E invece no, non è stato così. Si decide di scavare dai lati che danno sulle due strade dell’edificio fantasma. Lo si fa piano, con delicatezza e sotto l’occhio attento del SAF (Soccorso Alpino Vigili del Fuoco) che con coraggio decidono di rischiare la propria vita scavandosi piccoli cunicoli fra le tonnellate di tufi e calcinacci, travi di ferro e mobili. Si sentono le motoseghe, lavorano con responsabilità quei Vigili del Fuoco, sanno cosa devono fare per raggiungere le vittime e per cercare di ridurre al massimo il rischio di perdere le loro vite. Poi qualcosa non mi quadra. Vedo ruspe e due escavatori piccoli muoversi fra le macerie nelle vicinanze dei due cunicoli scavati. C’è’ puzza di gas e rimprovero ad alta voce un macchinista di una ruspa per aver acceso una sigaretta. Perché io, perché non un dirigente dei Vigili del Fuoco o uno dei numerosi addetti di pubblica sicurezza? Si comincia a scavare a mano anche sul fronte interno e due vigili del fuoco cominciano a calarsi giù’ con le corde da un muro. Hanno con loro sonde e microfoni per captare ogni minimo rumore, quelli impercettibili all’ udito umano. I cani del gruppo cinofilo soccorso sono pronti, aspettano solo un comando per mettere a disposizione il loro fiuto. Si lavora e piccole colline di detriti cominciano a formarsi. Ci sono pezzi di mobili, DVD, televisori sventrati, macchine da tomaificio, vestiti, scarpe, oggetti di vita quotidiana. Io raggolgo fra la polvere una carta da gioco, un asso di quadri. Non è un feticista modo d’accumulare oggetti, è solo il ricordo di una giornata di cui dovrò far oro come esperienza, una giornata che ancora una volta ha sentito l’odore di morte e il lamento raccapricciante di chi ancora vive e che ha perso persone care. Torniamo con la nostra auto medica, siamo partiti in cinque, cinque volontari della Protezione Civile. Quattro avevano già avuto esperienze a San Giuliano e all’Aquila…io no. E nel silenzio che avvolge l’abitacolo dell’auto sento l’esigenza di chiedere loro se le procedure di soccorso siano state eseguite alla lettera. Quell’escavatore, quello che pesava decine di quintali non sarebbe dovuto essere sul cumulo di macerie così come anche i due più piccoli che hanno operato sull’uscio dei due cunicoli. Non avrebbero dovuto nemmeno essere manovrati da civili che normalmente operano per costruire o demolire quando non si tenta di salvare vite umane. Maria ha parlato ad alta voce per ben tre volte, io ho sentito la sua voce per ben tre volte. Poi l’hanno estratta dalla sua tomba nel suo silenzio. Applaudivano quando si estraevano gli altri corpi ma un vigile del fuoco in quel momento ha gridato di far silenzio e di non applaudire quando Maria veniva caricata in velocità’ sull’ambulanza.

Chissà se Maria avrebbe potuto continuare a parlare se quell’escavatore non fosse stato lì, chissà se avrebbe potuto continuare a sognare e a vivere una vita di sogni se le videocamere e la necessità di pochi che erano poi tanti, molti, troppi, di voler essere protagonisti come in un reality show, non avessero intralciato i soccorsi. Chissà. A me dal bar della rabbia, rimangono solo molti dubbi, un bicchiere da sorseggiare con parsimonia per non dimenticare cercando di alleviare la mia tristezza e un asso di quadri posto sul tavolo da cui sto scrivendo.

(foto e fonte magozine.it)

 

. Crollo Barletta, morte 5 donne, di cui una 14enne 04/10/11

Il crollo della palazzina pericolante di via Roma a Barletta ha causato una strage, 5 donne dell’opificio sito al seminterrato dello stabile che si è sbriciolato su sé stesso, sono rimaste uccise.
Il primo corpo estratto dalle macerie è quello di una donna giovane, si sa che la figlia 14enne dei proprietari del maglificio manca all’appello, è Maria Cinquepalmi, uscita prima da scuola quel maledetto lunedì per andare a salutare i genitori al laboratorio. GUARDA VIDEO
La prima vittima è lei, forse non aveva nemmeno fatto in tempo ad entrare nell’opificio, forse si trovava davanti all’ingresso quando è stata travolta dal crollo della palazzina.
La seconda vittima è un’altra donna, morta per le ferite riportate, la notizia arriva alla fine della giornata, quando si va avanti a scavare a mani nude tra le macerie perchè mancano ancora 4 donne all’appello.
I vigili del fuoco sanno che altre persone sono rimaste sepolte, riescono a stabilire un contatto con una di loro, mentre una 31enne, Emanuela Antonucci al quinto mese di gravidanza, viene salvata.
E’ buio, le ricerche vanno avanti senza sosta grazie alla luce forte delle fotoelettriche, i soccorsi parlano al telefono con una donna, è Mariella Fasanella che è riuscita a trovare riparo in un cunicolo.
Viene restituita ai parenti ferita ma salva, dopo ore di lavoro compiuto nella massima cautela perché si sa che altre persone sono sepolte sotto alle macerie, Mariella stessa conferma che sente dei gemiti.
In tarda serata vengono recuperati i corpi privi di vita delle 3 donne che mancavano all’appello, prima Antonella Zazza e Giovanna Sardaro, infine Matilde Doronzo, vano ogni tentativo di rianimare quei corpi straziati, alla luce delle fotoelettriche.
I cadaveri sono stati portati all’istituto di medicina legale del Policlinico di Bari, lì dove già era arrivata Maria Cinquepalmi nel pomeriggio, morta per un’assurda fatalità.
Il bilancio della tragedia, a detta di molti annunciata, è di 5 donne morte e 6 feriti.
Rabbia e amarezza hanno via via preso il posto della speranza, di chi era rimasto con il fiato sospeso per ore in attesa di buone notizie, che non sono arrivate.
Per quella palazzina era stato chiesto il sopralluogo, per quell’edificio maledetto degli anni ’60 che faceva paura, erano stati predisposti accertamenti tecnici e una messa in sicurezza, dovevano iniziare proprio ieri, troppo tardi.
La procura di Trani ha aperto un’inchiesta, le ipotesi di reato sono omicidio e disastroso colposo, ma intanto non ci sono indagati. (foto e fonte cronacalive.it)

 

. Crolla palazzina a Barletta: una vittima, sei persone estratte vive 03/10/11

Una palazzina di due piani nel centro storico di Barletta è crollata in circostanze ancora da accertare su un opificio. Il bilancio semi ufficiale parla di un morto, due dispersi e sei portati in salvo. Ancora al lavoro soccorritori e vigili del fuoco.
17.50 - Bilancio ufficioso: un morto e due dispersi
Nel crollo di Barletta, secondo fonti di sicurezza contattate a Roma che parlano di "bilancio ancora ufficioso", sarebbero rimaste coinvolte 9 persone: una è stata estratta morta, due sarebbero ancora sotto le macerie. Altre sei persone sono rimaste ferite: una è riuscita a liberarsi da sola, le altre cinque sono state soccorse e sono ora in ospedale.

16.54 - Un'altra donna rimasta uccisa
Trovata una seconda vittima nel crollo della palazzina di Barletta: si tratta di una donna che stava passando in bici al momento dell'implosione la quale è rimasta investita dai detriti. In precedenza era stata estratta cadavere una 29enne, Giovanna Sardaro, operaia nell'opificio distrutto. Secondo fonti ufficiali i dispersi sono cinque ma, stando alle dichiarazioni di alcuni testimoni, ci sarebbero sotto le macerie molte più persone.

16.46 - Undici dispersi sotto le macerie
Sale il numero dei dispersi sotto le macerie della palazzina di via Roma, a Barletta, crollata poco dopo mezzogiorno. Secondo fonti investigative, sotto i resti dell'edificio ci sarebbero ancora dalle sette alle undici persone.

16.28 - Morta una donna
Nel crollo della palazzina di Barletta si registra la prima vittima: si tratta di Giovanna Sardaro, 29 anni, operaia nell'opificio rimasto sepolto dalle macerie. La donna è stata estratta morta dai soccorritori. Intanto si continua a scavare alla ricerca degli altri dispersi.

16.15 - Individuata una donna sotto le macerie
Una donna viva è stata individuata sepolta sotto le macerie. I soccorritori stanno scavando con le mani, per trovare il modo di raggiungere a lei. I lavori procedono con assoluta cautela perché pezzi di cornicione di tanto in tanto cadono dalla palazzina adiacente.

15.58 - Sindaco: "Non è il momento delle polemiche"
"Ora è il momento dei soccorsi e direi anche della preghiera": lo afferma il sindaco di Barletta, Nicola Maffei (Pd). "Oggi fare valutazioni significa anticipare considerazioni - ha aggiunto - che saranno oggetto di verifiche tecniche". "Dobbiamo tutti sperare - ha continuato il sindaco - che si riesca a salvare le persone che sembra siano sotto le macerie".

15.40 - Era stato chiesto sopralluogo
Venerdì scorso i proprietari della palazzina avevano fatto richiesta ai Vigili urbani di un sopralluogo, ritenendo che l'edificio mostrasse cedimenti nella staticita'. Lo ha detto, parlando con i giornalisti, il dirigente del settore Lavori Pubblici del Comune di Barletta, arch.Francesco Gianperrini.

15.30 - Il sindaco di Barletta rientra da Torino
Il sindaco di Barletta, Nicola Maffei, a Torino per impegni istituzionali, sta rientrando nella città per seguire personalmente le operazioni in corso in via Roma dopo il crollo - avvenuto intorno alle 12.30 - della palazzina. Alla gestione dell'emergenza l'Amministrazione Comunale ha delegato l'assessore agli Affari Generali e Manutenzioni Pasquale Guerrieri, il Dirigente al Settore Protezione Civile col. Savino Filannino e il dirigente al Settore manutenzioni Ing. Sebastiano Longano. Il sindaco, ha reso noto in un comunicato il Comune, "è in costante aggiornamento telefonico con i responsabili incaricati e con l'assessore regionale alla Protezione Civile, Fabiano Amati, già sul posto".

15.08 - Il questore: "Commuove lo slancio della città"
"Commuove davvero lo slancio dei cittadini e la solidarietà dei barlettani che volontariamente hanno deciso di aiutare le persone coinvolte nel crollo". Lo afferma il questore di Bari, Domenico Pinzello, che è sul posto. "Ora però - ha aggiunto parlando ai giornalisti - con l'arrivo dei militari dell'Esercito daremo loro il cambio anche perché i militari e gli operatori della Protezione civile sono formati per questo tipo di soccorsi e di operazioni".

14.56 - Salva un'altra donna
Un'altra donna è stata estratta viva dalle macerie dell'opificio andato semi distrutto a causa del crollo di una palazzina di due piani in ristrutturazione a Barletta, in via Roma. Poco prima una donna incinta era stata salvata dai vigili del fuoco. Tra le macerie, però, si scava ancora per cercare le altre tre operaie e la bimba che si trovavano all'interno dell'opificio e che probabilmente sono ancora all'interno. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, i carabinieri e personale dell'ufficio tecnico della procura.

14.50 - Italgas: "A causare l'incidente non è stata un perdita di gas"
Il crollo della palazzina a Barletta "non è avvenuto per una fuga di gas": lo afferma un portavoce Italgas, l'azienda che gestisce la distribuzione del gas sul territorio cittadino. I tecnici sono sul posto per arginare la dispersione di gas, che si è sprigionata a seguito del crollo, e mettere in sicurezza la zona.

14.30 - Da tempo gli abitanti denunciavano di sentire scricchiolii
La palazzina crollata fa parte di un gruppo di tre interessate da una ristrutturazione, in pieno centro cittadino. Nei giorni scorsi abitanti nelle vicinanze avevano segnalato al Comune che si avvertivano scricchiolii e che ritenevano necessario intervenire. Dalle macerie è stata estratta un'auto vuota che evidentemente era solo parcheggiata davanti alla palazzina.

14.29 - Tecnici Eni sul posto per bloccare fughe di gas
Il procuratore e il prefetto, insieme con alcuni tecnici dell'Eni, hanno deciso di allargare l'area di protezione per poter chiudere definitivamente le condutture del gas.

14.20 - Il Prefetto: "Si scava con le mani"
"Stiamo scavando con le mani, per non procurare danni alle persone che si troverebbero sotto le macerie": lo ha reso noto il prefetto, Carlo Sessa. Alle operazioni stanno collaborando anche decine e decine di volontari che hanno creato un cordone per il passaggio dei calcinacci.

14.07- Sotto le macerie 5 persone tra cui una bimba
Sotto le macerie ci sarebbero cinque persone, tra le quali una bambina: lo ha comunicato il capo dell'ufficio tecnico comunale al procuratore della Repubblica sul posto.

13.54 - Estratto dalle macerie anche un uomo
Dalle macerie è stato estratto anche un uomo. Il lavoro dei soccorritori risulta particolarmente frenetico perché nella zona c'è un forte odore di gas, probabilmente causato dalla rottura di una conduttura in seguito al crollo. Sul posto, tra gli altri, sono giunti il procuratore della Repubblica di Trani, Carlo Maria Capristo con il pm Giuseppe Maralfa.

13.46 - Estratta una donna al quinto mese di gravidanza
I soccorritori hanno estratto dalle macerie una donna incinta: è ferita, ma le sue condizioni non sarebbero gravi. Non viene confermato per ora, in maniera ufficiale, che sotto le macerie vi siano più donne.

13.22 - Forse crollo per una fuga di gas
Potrebbe essere stata una fuga di gas a determinare il crollo di poco dopo mezzogiorno della palazzina di via Roma in pieno centro a Barletta. Sotto le macerie potrebbero trovarsi alcune persone, probabilmente i titolari, che lavoravano in un maglificio al piano terra. (fonte Tgcom)

 

. A Barletta si vive bene: ok per ambiente e qualità della vita 30/06/11

Le associazioni dei Consumatori Codacons, Confconsumatori, Movimento Consumatori e Unione Nazionale Consumatori grazie al sostegno della Regione Puglia e del Ministero dello Sviluppo Economico hanno commissionato uno studio all’Istituto demoscopico Troisi Ricerche, per verificare nei sei capoluoghi di Regione, quale sia il livello percepito della qualità della vita, con specifico riferimento ai servizi pubblici locali. Il sondaggio ha rigore scientifico ed è stato svolto attraverso un campione stratificato, selezionato in base proporzionale per: città, circoscrizione, sesso, età e condizione occupazionale. Sono state realizzate 1.068 interviste utilizzando la metodologia face to face, garantendo così un errore statistico marginale su base regionale pari al 3,5%. La “qualità della vita”, al centro dell’attuale dibattito socio-economico, è determinata ed influenzata da una serie di fattori. Chiunque è chiamato a migliorarla deve necessariamente far riferimento ad una serie di “indicatori” concreti, in grado di riferire l’andamento assunto da alcuni “fatti pratici” presenti in ambiti fondamentali come quelli dei servizi pubblici. L’efficienza dei servizi pubblici è in un rapporto direttamente proporzionale alla qualità della vita dei cittadini. Tuttavia la loro efficienza, il loro miglioramento e il raggiungimento di standard accettabili, richiede da un lato la Conoscenza dei livelli effettivi attraverso la percezione dei cittadini ( e questo rapporto diventa a tale scopo fondamentale), dall’altro lato un sistema partecipato e integrato con i fruitori al fine di creare un flusso di conoscenze tali da costituire la base di partenza per una maggiore efficienza.

La norma portata dal comma 461 dell'art. 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008) introduce nell'ordinamento giuridico nazionale, al fine della tutela dei consumatori e degli utenti dei servizi pubblici locali, l'obbligo per gli Enti locali di prevedere, nella stipula dei contratti di servizio: a) l'obbligo per il soggetto gestore di emanare una "Carta della qualità dei servizi", b) consultazione obbligatoria delle associazioni dei consumatori; c) che sia periodicamente verificata, con la partecipazione delle associazioni dei consumatori,l'adeguatezza dei parametri quantitativi e qualitativi del servizio erogato fissati nel contratto di servizio alle esigenze dell'utenza cui il servizio stesso si rivolge, d) un sistema di monitoraggio permanente del rispetto dei parametri fissati nel contratto di servizio e di quanto stabilito nelle Carte della qualità dei servizi. e) l'istituzione di una sessione annuale di verifica del funzionamento dei servizi Per consentire ai poteri locali, primi responsabili della qualità della vita nelle città, di individuare più agevolmente le attività necessarie per la risoluzione di una molteplicità di questioni pratiche, le Associazioni hanno fatto eseguire dalla Troisi Ricerche, da maggio a giugno 2011, una indagine demoscopica che - verificando lo stato della qualità della vita nei comuni capoluoghi di Provincia della Regione Puglia, anche tenendo presente la sua articolazione in Circoscrizioni - ha consentito di mettere a punto uno specifico protocollo di indagine che tutti gli Enti Locali potranno agevolmente utilizzare per disporre di quelle indispensabili conoscenze in grado di supportare l’attuazione delle proprie politiche locali di sviluppo. Rapporto: Dal rapporto presentato , nonostante un clima di fiducia generale poco favorevole , considerata la grave crisi economica del nostro Paese, una maggioranza degli intervistati si dichiara molto o abbastanza soddisfatta della qualità della vita. Chiamati a dare una valutazione su una scala da 1 a 10 il punteggio medio dei pugliesi è di 6,5 che sale al 6,8 per la fascia di età tra i 18 e i 33 anni e scende al 6,07 per gli over 50 Rapportato alla occupazione, i più soddisfatti sono i professionisti/dirigenti che danno 6,88 come voto alla qualità della vita mentre i pensionati danno voto 5,80. Dopo i pensionati i meno soddisfatti sono i disoccupati con 6,11 e la terza categoria meno soddisfatta è quella dei lavoratori autonomi con 6,37. La percezione della qualità della vita è migliore quanto più è alto il livello scolastico. Valutazione della vita privata:: il 45,9% dei pugliesi nell’ultimo mese non è andato mai a cinema a teatro concerti discoteche e altro il 31,5% è andato una volta sola. Il 70,6% dichiara di non essere andato nell’ultimo mese mai a mostre, musei, incontri etc… mentre solo il 22% dichiara di farlo una volta al mese e poco meno del 6%ci va una volta a settimana Dichiara di non svolgere attività di volontariato il 71% degli intervistati, mentre solo il 6,4% è impegnato regolarmente in attività di volontariato. Il 60% non fa mai sport, mentre pratica regolarmente sport il 12% e almeno una volta a settimana il 16%, dunque quasi un 30 % è impegnato in attività sportive regolarmente I pugliesi sono mangioni: solo il 17% nell’ultimo mese non è mai andato in pizzeria, mentre il 25,6% una volta al mese, il 41,6% ci va almeno una volta a settimana, a cui si aggiunge un 16% che ci va anche più volte a settimana ( magari per lavoro?) I pugliesi usano l’auto ( 53% per gli spostamenti) il 26% va a piedi, mentre i mezzi pubblici ( autobus e treno) sono utilizzati dal poco più del 10% mentre, il 9,3 % si muove in moto e solo lo 0,4% usa la bici Valutazioni per singole città: Scendendo nel dettaglio delle città, valutando la percezione della sicurezza la città più sicura è avvertita Lecce, seguita da Barletta, Trani, Andria, Brindisi, Taranto, Bari con Foggia ultima in classifica.

Comunque il 73% degli intervistati non ha subito una aggressione (furto, borseggio, furto di auto etc..) mentre 1,7%dei cittadini ha subìto truffe.

Vivibilità e Tempo libero, sembra che la città in cui la gente sente di avere più opportunità per il tempo libero è Foggia, seguita da Trani, Taranto, Lecce, Brindisi, Bari, con Andria e Barletta fanalini di coda.

Ambiente e qualità di vita: la classifica è la seguente Trani, Lecce, Barletta, Brindisi, Andria, Foggia, Bari , Taranto

Servizi alla persona (presenza di banche e uffici postali e farmacie nei quartieri) al primo posto troviamo Andria, seguita da Lecce, Barletta, Brindisi, Bari, Taranto, Trani, Foggia

PULIZIA: Le città più pulite sembrano a detta dei cittadini Trani e Lecce, seguite da Barletta. Andria si posizione in un livello medio di pulizia insieme a Brindisi. Fanalini di coda Bari, Foggia e Taranto

DIFFERENZIATA Premiate Lecce. Barletta e Trani. Foggia valutazione medio bassa, Brindisi Medio alta. Bocciate Taranto, Andria e Bari.

PARCHEGGI Arrabbiati baresi, Andriesi e Barlettani. I più felici ( si fa per dire) relativamente alle opportunità di parcheggio sono i Foggiani. Unica nota di demerito comune a tutte le città pugliesi è la scarsa presenza di Biblioteche , esigenza che ha visto bocciate tutte a parimerito. (fonte istitutopuglieseconsumo)

 

. Dreamland: La Provincia Bat pronta al suo esordio sul grande schermo 28/06/11

E' questione di giorni per la prima assoluta nel mondo del cinema della Provincia di Barletta - Andria - Trani.
"Dreamland - La terra dei sogni", il film prodotto dalla World Business di Milano con la collaborazione dell'americana Columbu Production, girato nello scorso mese di agosto nei comuni di Barletta e Canosa di Puglia, sarà proiettato a partire dal prossimo 8 luglio nelle migliori sale cinematografiche italiane (Wbe, Uci, The Space e S.I.M.).
Opera del regista Sandro Ravagnani (nel cast figurano gli attori Ivano De Cristofaro, Franco Columbu e Tony Sperandeo), il film racconta la storia di un bambino italiano costretto a lasciare il paese d'origine e la sua famiglia per raggiungere gli Stati Uniti in cerca di un futuro migliore. Dal Sud Italia al quartiere italiano di Fullerton, nello stato americano della California, la storia è incentrata sulla lotta tra bande rivali che domina la vita del quartiere, in cui un ex pugile stimato da tutti diventa spesso vittima delle angherie dei vari bullastri del posto. Ma quando riconosce nel capo di una banda il proprio figlio adottivo, decide di difenderlo e convertirlo alla lotta per i diritti umani e per una vita tranquilla. La cittadinanza, mossa dall'affetto per l'ex pugile, contribuirà in massa a realizzare il grande sogno: la fine della violenza.
"Dreamland" è un'idea, un progetto, una passione, nata da un'accurata e premurosa selezione di sentimenti, con l'intenzione principale di poter trasmettere valori positivi, utilizzando un linguaggio universale. La pellicola vuole offrire una favola moderna in cui i personaggi incantano per i loro trascorsi e la loro umanità; straordinaria, poi, la capacità di valorizzare gli aspetti umani e le risorse paesaggistiche, dall'America all'Italia, passando proprio per la Provincia di Barletta - Andria - Trani.
"Non vedo l'ora di poter assistere a questo debutto assoluto della nostra Provincia sul grande schermo - ha commentato il Presidente della Provincia di Barletta - Andria - Trani, Francesco Ventola -. Abbiamo deciso di patrocinare e sostenere le riprese di "Dreamland" perché un'importante occasione per mettere in risalto attraverso il cinema, forma d'arte moderna e tra le più in auge, le meravigliose peculiarità culturali, artistiche e paesaggistiche del nostro territorio. Ma la proiezione di questa pellicola - ha poi concluso Ventola - rappresenta anche un primo e significativo esempio di collaborazione con l'Apulia Film Commision, con cui cercheremo di condividere in futuro analoghe iniziative, nonché un'importante vetrina per i diversi giovani del territorio che hanno recitato un ruolo comparsa sul set. Dal prossimo 8 luglio, dunque, tutti al cinema!".
"Ringrazio la Provincia per aver sposato un progetto entusiasmante con il quale abbiamo cercato di promuovere un territorio che merita di essere apprezzato in tutto il Paese - ha spiegato il Coordinatore delle riprese di produzione Antonio Labianca, che in "Dreamland" ha anche interpretato il ruolo di Sindaco di Canosa -. Non dimentico, poi, Alfredo Lentini, il cui ruolo è stato fondamentale nella fase di start up, le giovani comparse di Barletta e di Canosa, che in forma del tutto volontaria hanno contribuito alla realizzazione delle riprese, la Fondazione Archeologica Canosina, che ha messo a disposizione i siti archeologici dove si sono svolte le riprese, e le numerose attività locali che hanno accolto con grande ospitalità il nostro cast: l'Hotel Queen Victoria, Autocarrozzeria di Francesco Mastrapasqua, Scissorhands di Roberto Martinelli, Scuderia Paradiso, Palestra Sporting Club, Associazione Or di Canosa, Banda di Canosa Giuseppe Verdi, Twins Ristoshow, Associazione Asec di Canosa, Caporalplant Vivaio, gli uffici comunali ed i Vigili Urbani di Canosa e la Capitaneria di Porto di Barletta".


Clicca sulle foto per ingrandirle:

   

 

. Succede in un lido di Barletta: le negano di usare il bagno cacciandola e offendendola 20/06/11

Pubblichiamo la lettera della signora Rosanna Saracino che racconta la sua disavventura in un lido della città di Barletta:

Buonasera. Vorrei dirVi che andando alla spiaggia libera di Barletta sono rimasta delusa.

Avevo bisogno di andare in bagno e gentilmente ho chiesto al lido più vicino di poterne usufruire. Ma mi ha risposto che chi viene dall’esterno può usufruire solo del BAR e NON DEL BAGNO! Il giorno successivo ho chiesto all’altro lido ( LIDO : I RIBELLI) accanto ma con arroganza e maleducazione sono stata cacciata!!! Cacciata con parole indecorose! UNA VERGOGNA! Il signore del lido gridava parole ineducate verso me e gridando che è un suolo privato. Ma ben si sa che la spiaggia è un bene comune, e il signore semmai è in gestione non proprietario! Poi che si neghi il bagno ad una donna è vergognoso! I locali pubblici non possono negare l’uso del bagno!

Potrei usare i bagni chimici, i vespasiani, d’accordo ma nel tratto di spiaggia libera in cui mi fermo non ci sono! E sono lontani!!!

Io non posso allontanarmi in quanto vengo a Barletta con i mezzi (pullman) ed è il tratto di spiaggia più vicino alla fermata!

E’ una vergogna negare il bagno ad una donna . soprattutto con tanta maleducazione! E’ offensivo!

Pregherei di mettere più vespasiani o almeno di parlare con i gestori del lido ( ne risentirebbe il turismo della città stessa) !

Saracino Rosanna

. NON RISA MA OPERE DI BENE! 20/06/11

Riceviamoe pubblichiamo volentieri un comunicato sulle posizioni dell'ARCI "C.Cafiero" e Rete degli Studenti Medi Barletta circa i manifesti omofobi comparsi giorni addietro di fronte la scuola media De Nittis di Barletta, via Libertà.

Parlare di una società multirazziale e multiculturale nel 2011 sembra un ovvietà, soprattutto quando sui banchi di scuola ci si trova a studiare tutte le battaglie combattute dai neri che rivendicavano le pari opportunità e non credevano di meritare di essere trattati come persone diverse ed inferiori solo perché la loro pelle aveva un altro colore. Eppure, a pochi giorni dall'Europride, la grande manifestazione svoltasi a Roma per la rivendicazione dei diritti degli omosessuali, è proprio la nostra amata Barletta a macchiarsi di un atto di vile omofobia. In questo caso, infatti, non è stato il colore della pelle il fattore discriminante ma la sessualità. Il 15 giugno a Barletta, in via Libertà, di fronte la scuola media statale "G. De Nittis", è apparso un manifesto in stile funebre in memoria di un'identità fittizia; sia il nome sia il testo utilizzati nel manifesto -tralasciando il linguaggio volgare- sono chiara espressione di una immotivata ed ignobile intolleranza nei confronti degli omosessuali.
Ma non sono solo le persone fautrici di questo manifesto (vigliacchi a tal punto da non essersi firmati) che noi, con questo articolo, vogliamo condannare, in quanto queste rappresentano già il degrado della civiltà umana nel XXI secolo, ma i barlettani che si sono trovati a passare di li, che hanno guardato quel manifesto e non hanno mosso un dito affinché questo fosse rimosso, e magari si sono lasciati anche andare ad una spontanea risata nel leggerlo.
Ora smettete però di ridere perché una risata è ben più imbarazzante del silenzio, dopotutto forse a Barletta conta più farsi due risate sui "ricchioni" che far rimuovere quel manifesto, peraltro abusivo.
Questo articolo non ha grandi aspettative perché non è con qualche riga che si sistema un vergognoso evento, ma per lo meno speriamo che, se qualcuno lo leggerà, questo rifletta su ciò che è successo e la prossima volta si indigni e invii una segnalazione a chi di competenza per far rimuovere quello che potrà essere un altro manifesto o qualsiasi altra cosa, e vi assicuriamo che quel minuto "perso" al telefono sarà nulla in confronto alla soddisfazione di aver contribuito attivamente a rendere la vostra città migliore, per i barlettani stessi e per i turisti.

ARCI "Carlo Cafiero";
Rete degli Studenti Medi Barletta

 

. Referendum 2011: i quattro quesiti e le informazioni per votare 31/05/11

Il 12 e 13 Giugno 2011 ci sarà finalmente dopo tanti anni un nuovo referendum per sentire l’opinione degli italiani in merito a problemi e decisioni molto importanti che il governo vuole prendere: la costruzione di centrali nucleari, la privatizzazione dell’acqua e il legittimo impedimento.

Vi ricordiamo che scegliendo il SI si dichiara di voler cambiare le leggi approvate mentre scegliendo il NO di lasciare tutto com'è.

Di seguito i 4 quesiti proposti:

1) Privatizzazione dell'acqua, primo quesito su “Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica. Abrogazione”: la proposta è l’abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008 , relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica. Secondo la legge la gestione del servizio idrico puo' essere affidata a soggetti privati attraverso gara o società a capitale misto pubblico-privato in cui il privato viene scelto attraverso gara e detiene almeno il 40% del capitale.

2) Privatizzazione dell'acqua, secondo quesito su "Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma”: la proposta è l'abrogazione dell'articolo 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 per quel che riguarda la parte che sostiene che "la tariffa per il servizio idrico va determinata in base all'“adeguatezza della remunerazione del capitale investito”. In sostanza secondo la legge approvata un gestore puo' caricare sulla bolletta fino al 7% in più senza che questo venga investito per migliorie sull'infrastruttura.

3) Energia nucleare, terzo quesito su “Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme”: la proposta è l'abrogazione del "decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, limitatamente alle seguenti parti: art. 7, comma 1, lettera d: realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare".

4) Legittimo impedimento, quarto quesito ovvero "abrogazione dell'articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonché l'articolo 1 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante "disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza".

Ogni quesito sarà contraddistinto da una scheda di colore diverso, ovvero:
* Rosso e giallo per i quesiti sull’Acqua pubblica;
* Grigio per il quesito sul nucleare;
* Verde chiaro per il quesito sul legittimo impedimento.

Il referendum è valido se partecipano al voto il 50% + 1 degli aventi diritto; i seggi saranno aperti dalle 8 alle 22 il 12 giugno e dalle 7 alle 15 il 13.

Vota SI per dire NO AL NUCLEARE: A DIFESA DELLA NOSTRA SALUTE MA SOPRATTUTTO QUELLA DEI NOSTRI FIGLI. E per dimostrare che non siamo stupidi e che si possono usare i fondi per la costruzione e mantenimento delle centrali nucleari in maniera decisamente migliore, senza creare inquinamento di alcun tipo e per produrre molta più energia di quanta ne possa fare il nucleare.
Per quanto una centrale nucleare venga costruita seguendo i più avanzati e attuali criteri di sicurezza, può sempre accadere l’imprevedibile: anche la centrale di Fukushima in Giappone era stata costruita seguendo le norme più severe e attuali del tempo.
Inoltre le centrali nucleari hanno bisogno di tantissima acqua per raffreddare le barre di uranio: la Francia usa quasi il 40% dell’acqua potabile per raffreddare i suoi reattori nucleari. Noi ci troviamo ancora nelle condizioni di avere regioni come la Sicilia che in estate rimangono prive di acqua dai rubinetti.

Vota SI per dire NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA, PERCHE’ CONTINUI AD ESSERE UN DIRITTO E NON UN PRIVILEGIO

Vota SI per dire NO AL LEGITTIMO IMPEDIMENTO, PERCHE’ ANCHE CHI HA PIU’ POTERE POSSA ESSERE PROCESSATO COME CHI NON CE L’HA

Il referendum passa se viene raggiunto il quorum. E’ necessario che vadano a votare almeno 25 milioni di persone. Per questo il governo adotterà la tattica del “non andare a votare” per far fallire il referendum. Ma questa è l’unica occasione per rispolverare la vostra tessera elettorale e dire la vostra opinione. Per questo dovete pubblicizzare voi il referendum con amici e conoscenti.

 

. "Siamo la Provincia più ridicola d'Italia": allarme sul fallimento della Bat 23/05/11

Uffici sparsi tra Barletta e Trani, due milioni e mezzo per l'affitto. La denuncia parte dalle associazioni civiche che ora chiedono un referendum.

Fra tre litiganti non gode nessuno. Nella Bat è così dal 2009, anno in cui a giugno erano state celebrate le prime elezioni. Ventiquattro mesi più tardi, la "decisione sciagurata per non si sa quali accordi politici sottobanco" di sistemare gli uffici provinciali fra Barletta e Trani, anche se la sede legale della nuova amministrazione è ad Andria. Rare volte la logica trionfa nelle assemblee politiche.

La denuncia è di Associazioni civiche andriesi, movimento guidato da Sabino Montaruli: "Eravamo la periferia di Bari, adesso siamo diventati la provincia più ridicola d'Italia". E inutilmente costosa, inoltre. A fare i conti in tasca alla giunta Ventola, sono due consiglieri del gruppo Misto: Pina Marmo e Leonardo Lonigro. Per i tre immobili presi in affitto - due a Trani e uno a Barletta - , nei prossimi sei anni dovranno essere sborsati qualcosa come 2 milioni 500 mila euro.

Marmo e Lonigro predicano "prudenza": "Una simile esposizione finanziaria rischia di compromettere l'esistenza stessa della Bat". Eppure, fanno notare, nella "dotazione patrimoniale" della Sesta provincia "sono stati acquisiti tra gli altri un appartamento in via La Pira e parte dell'istituto psicopedagogico, entrambi a Trani". Non erano sufficienti, evidentemente. Tuttavia potevano essere utilizzati senza spendere il becco di un quattrino. Tanto più che dei due edifici tranesi in locazione, solo uno - quello di viale De Gemmis - ospita dipendenti pubblici, ma nello stesso palazzo sono vuoti "molti spazi".

Il risultato? "Disseminare gli uffici per tutto il territorio costringe i cittadini ad un pellegrinaggio estenuante in giro per le città della provincia". Sei sono a Barletta: prefettura, guardia di finanza, Agenzia delle entrate, polizia stradale, Inail, Coni; tre ad Andria: giunta e consiglio provinciale, Inps, Asl; uno a Trani: il tribunale.
Accade questo, inevitabilmente, quando il capoluogo è diviso tre. Fra tira e molla da un campanile all'altro, che sembrano destinati a non avere una fine. Meno che mai lieta. Alle ultime comunali in quel di Barletta, per dirne una, succede che Nicola Maffei, il sindaco ritornato sindaco, deve dare in pasto a Facebook il suo certificato di nascita per dimostrare di essere barlettano doc ed esorcizzare i dubbi insinuati dal centrodestra fra gli elettori. Può succedere, invece, che un giorno o l'altro gli andriesi scelgano d'imboccare la strada del referendum popolare perché sia stabilito una volta per tutte se vogliono fare parte della Bat.

Montaruli non ha dubbi: "Vincerebbero i no. Nella maggioranza dei casi deciderebbero di uscire fuori da questa provincia, che è una fabbrica di poltrone e basta. Associazioni civiche vorrebbe organizzarlo, il referendum. Ma non è possibile, perché manca il regolamento riferito alla consultazione popolare. Regolamento che però, il comune di Andria non vuole approvare. Consiglieri giovani e vecchi volponi, fanno orecchie da mercante. E quelli di Bisceglie intanto, continuano a strizzare l'occhio alla provincia di Bari". Una Bat sull'orlo del crac. (Fonte bari.repubblica.it)

 

. Barletta, evasioni nell’Immobiliare per 43 milioni di euro: 9 arresti 19/05/11

I militari del gruppo guardia di finanza di Barletta stanno eseguendo 9 ordinanze di custodia cautelare emesse dalla procura di Trani nei confronti di altrettanti imprenditori del nord-barese operanti nel settore edile.

L'operazione e' scattata al termine di verifiche fiscali, dalle quali era emersa un' evasione fiscale di circa 43 mln di euro, posta in essere facendo risultare il prezzo di vendita degli immobili inferiore tra il 40% e 60% rispetto a quello reale. Agli indagati sono stati sequestrati numerosi beni mobili ed immobili. I dettagli dell'operazione saranno illustrati alle 10,30 nel corso di una conferenza stampa presso la Procura di Trani.

Gli arresti hanno interessato amministratori, soci, titolari e contabili di societa' e imprese individual, residenti a Barletta e Andria,. I finanzieri hanno accertato che oltre 160 appartamenti sono stati venduti evadendo tra il 40% ed il 60% del prezzo di vendita: differenze corrisposte per contante agli imprenditori o a persone di fiducia a loro vicine attraverso una "metodica" sottostima del prezzo indicato nei rogiti notarili, aventi come unica finalita' quella di "nascondere" al fisco gli ingenti profitti. Gia' nel maggio del 2010, i numerosi immobili posti sotto la lente degli investigatori - tutti di nuova manifattura, molti dei quali gia' abitati dagli acquirenti - furono perquisiti unitamente alle sedi delle societa' e delle imprese coinvolte. Giunsero cosi' i primi riscontri investigativi sul reale prezzo corrisposto agli imprenditori per ciascuna unita' abitativa. da qui, ne scaturi' finalmente la caduta del "muro di omerta'" innalzato dagli stessi imprenditori attorno agli acquirenti i quali, quasi all'unanimita', grazie alle numerose testimonianze rese, fornirono importanti elementi di riscontro sulle modalita' di pagamento e sul reale prezzo pagato. I militari della Guardia di Finanza hanno sottoposto a sequestro preventivi di 17 immobili (tra appartamenti e locali commerciali di proprieta' degli indagati) ed efeftuato sequestri di conti correnti, libretti di deposito, titoli e investimenti di natura finanziaria, tutti riferibili agli indagati ed ai propri diretti familiari. (Fonte AGI)

 

. Rischio povertà per un contribuente su 8, anche nella provincia di Barletta 19/05/11

Sono Rimini, Brescia e Carrara le città che, assieme ad alcuni piccoli centri della Sardegna e alle nuove province di Barletta e Fermo, presentano il maggior numero di soggetti a rischio povertà. E' quanto risulta da una ricerca effettuata dal Centro Studi Sintesi di Venezia sul "rischio povertà" a livello territoriale. L'indice del rischio di povertà locale esprime la percentuale di contribuenti che dichiarano un reddito inferiore ad una determinata soglia critica: tale soglia è variabile da comune a comune, in quanto dipende sostanzialmente dai differenti livelli di spesa per consumi delle famiglie, dalla dimensione media familiare e dal numero medio di percettori di reddito per ciascun nucleo familiare.

Lo studio ha preso in considerazione i 117 comuni capoluogo di provincia: nel 2008 circa il 12,2% dei contribuenti (1,2 milioni di individui) dichiara un reddito inferiore alla soglia media di povertà locale pari a 9.893 euro annui, a fronte del quale il reddito medio è di 26.434 euro.

Il comune più esposto al rischio "povertà" è Barletta, dove il 30,4% dei contribuenti presenta un livello di reddito inferiore alla soglia di povertà locale. Al secondo posto c'è Villacidro, piccola realtà della provincia di Medio Campidano in Sardegna, con una quota di contribuenti con reddito sotto la soglia di povertà locale del 26,1%. Ma il terzo, quarto e quinto posto sono occupati da 3 grandi città: Rimini, con il 25,1%, Massa con il 20,8% e Brescia, con il 20,0%. Per quanto riguarda Rimini c'è da precisare che la peculiare vocazione turistica della città fa registrare una spesa per consumi sostenuta che fa innalzare la soglia di povertà ben oltre il riferimento medio generale. E la presenza di numerosi soggetti impiegati in lavori stagionali, quindi con redditi normalmente più bassi, determina un livello di reddito di circa 4.600 euro inferiore alla media nazionale, con una forte presenza di contribuenti con reddito inferiore ai 10.000 euro (il 17,2% dei contribuenti, a fronte di una media del 12,2%).

Al settimo posto c'è Verbania, con il 19,4%, seguono Fermo (19,3%) e Carrara (19,2%). Quote minori di contribuenti al di sotto della soglia di povertà locale si registrano soprattutto nella città del Mezzogiorno infatti, la graduatoria dell'indice si chiude con le realtà di Avellino (7,0%), Potenza (7,4%), Matera (8,0%) e Caserta (8,6%).

Per quanto riguarda le grandi città, Torino (17,5%; 16° posto) risulta in una situazione più rischiosa di Napoli (16,3%; 34° posto); inoltre, Roma (12,9%; 80° posto) sembra stia molto meglio di Milano (17,5%; 17° posto), mentre Genova (14,4%; 54° posto) appare più "tranquilla" rispetto a Venezia (16,8%; 25° posto).

"Dallo studio - afferma Catia Ventura direttrice del Centro Studi Sintesi - si evince che tendenzialmente le città del Mezzogiorno presentano basse percentuali di contribuenti a rischio rispetto ai comuni del Settentrione: tra le 20 città con gli indici di povertà locale più elevati ben 15 appartengono alle regioni del Centro-Nord. Tale fenomeno è imputabile al maggiore costo della vita riscontrabile nei comuni settentrionali, che erode il reddito delle persone fisiche in proporzione maggiore di quanto non avvenga al Sud. Più semplicemente, disporre di un reddito in linea con la media nazionale di per sé non mette i cittadini al riparo dal rischio povertà, poiché molto dipende dal costo della vita della città in cui si vive e si lavora".

Secondo il Codacons questi dati sono allarmanti, ma come quelli diffusi anche dall'Istat e dalla Caritas, lasciano indifferenti le istituzioni pubbliche e non determinano scelte conseguenti da parte di chi ci governa. Inoltre il fatto che nella classifica si trovino ai primi posti ricche città del Nord, come Brescia, è l'ennesima conferma di quanto il Codacons sostiene da tempo: "il costo della vita alto e la mancata difesa in termini reali di salari, stipendi e pensioni hanno impoverito le famiglie italiane". "Dal 2002 - scrive il Codacons - con l'introduzione dell'euro, il costo della vita è raddoppiato mentre i redditi sono rimasti al palo".

Per il Codacons questi dati, comunque, non rendono l'idea della vera condizione di disagio in cui versa ormai un terzo delle famiglie italiane. Se 1 cittadino su 8 è sono sotto la soglia di povertà, per il Codacons più di 3 famiglie su 10, ossia un terzo degli italiani, non arriva a fine mese. Sono quelli che per vivere devono indebitarsi, che non possono permettersi di andare dal dentista, che non vanno più in vacanza, che pagano in ritardo le bollette perché devono aspettare che entri lo stipendio e che vanno nei guai se per caso si guasta la macchina". "Ecco perché - conclude l'Associazione - è scandaloso che il Governo abbia disfatto il meccanismo della social card invece di rafforzarla, passando ad esempio dalle elemosina di 40 ad 80 euro al mese e dandola almeno ai 7,8 milioni di individui poveri indicati ufficialmente dall'Istat". (Fonte helpconsumatori)

 

. IL MERCATINO DI BORGOVILLA TRASFERITO NELLA NUOVA SEDE 27/04/11

Trasferito il mercatino di Borgovilla dopo l'adeguamento dell’area mercatale di via Buonarroti.
Inaugurazione mercoledì 27 aprile alle ore 9,30.
Dopo 40 anni la città dispone di una nuova area dove ospitare le attività di commercio su aree pubbliche (alimentari e non) del mercatino di Borgovilla, ubicato in via Rionero. La nuova area ha tutti i requisiti previsti dalla normativa: è delimitata, fornita di tutti i servizi compresi quelli igienici e, tra qualche mese, sarà dotata di pensiline e impianti tecnologici utili a garantire sicurezza e controllo a distanza.
Fondamentale è risultato il lavoro di forte sinergia tra i settori Politiche Attive di Sviluppo, Manutenzioni, Ambiente e Servizi, Polizia Municipale e Lavori Pubblici del Comune di Barletta. Determinante anche l'apporto di Bar.S.A. S.p.A. Ciascuno, per le proprie competenze, ha reso possibile il raggiungimento di questo importante obiettivo per garantire una migliore ed auspicata funzionalità delle attività del mercato.
Ogni operatore è in possesso di autorizzazioni e circolari (assegnazione posteggi, ordinanze per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, standard minimi sulle caratteristiche dei banchi temporanei di vendita ecc…) predisposti per l’occasione dal Settore Politiche Attive di Sviluppo in collaborazione con i rappresentanti delle Associazioni di categoria, tutto al fine di evitare di assistere a situazioni spiacevoli di palese violazione alle norme in materia di commercio su arre pubbliche e in materia di igiene e sanità>>.

Qualche informazione di dettaglio:
Orari
Dal lunedì al sabato (dalle ore 7 alle 14)
Prodotti in vendita
Frutta e verdura; prodotti ittici; dolciumi; legumi, abbigliamento; calzature e pelletteria; biancheria per la casa e intima; prodotti per la casa.
Come arrivare
Via Leonardo da Vinci; via delle Belle Arti; via Enrico Fermi.
Servizio pubblico autobus
Linee 2, 3, 4, 5 (solo estate), 11, Navetta B, Zona Industriale.

L’area è dotata di parcheggi sia per gli operatori che per gli avventori.

 

. Barletta: scoperta evasione fiscale di 5 mln, denunciato titolare 22/03/11

Un'evasione fiscale di circa cinque milioni di euro e' stata scoperta da militari della Guardia di Finanza di Barletta al termine di una verifica fiscale. Si tratta di un'impresa che opera nel settore della confezione di abbigliamento che non ha dichiarato ricavi per un ammontare complessivo di circa 5 milioni di euro e ha evaso Iva per circa 1 milione. Il responsabile dell'impresa e' stato denunciato all'Autorita' Giudiziaria per dichiarazione infedele. (fonte Adnkronos)

 

. Disastro nucleare in Giappone: aiuti dalla Puglia 21/03/11

La Puglia va in contro al disastro nucleare Giapponese con il nuovo progetto di accoglienza dell’ Associazione Cuore Pro Bambini Chernobyl, la Onlus di Barletta che da anni si occupa di accoglienza e assistenza ai bambini ucraini esposti alle radiazioni della tragedia di Chernobyl avvenuta 25 anni fa.

In mezzo a tanto clamore per il riaccendersi della polemica sul nucleare in Italia – anche se in realtà non si era mai spenta – c’è un popolo dall’altra parte del mondo che sta vivendo un incubo che sembra non avere fine, e che non lascia spazio a progetti per il futuro a nessuno; ma dall’Italia arriva un segnale di speranza concreto, grazie alla disponibilità di questa Onlus e delle famiglie che collaborano con essa, pronte ad accogliere i bimbi giapponesi esposti alle radiazioni della centrale nucleare di Fukushima.

Dal 1997 l’Associazione Cuore Pro Bambini Chernobyl ospita per due volte all’anno – secondo quanto previsto dalla legge i bambini possono stare fuori dal loro Paese di origine non più di 90 giorni all’anno – i ragazzi ucraini provenienti dalle zone contaminate di Chernobyl, nella consapevolezza – secondo anche quanto sostenuto da Enzo Di Lauro e Giuseppe Dimiccoli, rispettivamente presidente e vice dell’associazione – di quanto sia importante per questi bambini soggiornare in luoghi non contaminati, in quanto sono stati comprovati scientificamente nel lungo tempo i benefici sia a livello fisico che a livello psichico sulla qualità di vita dei piccoli.

A breve dalla Onlus partirà una lettera diretta all’ambasciatore giapponese in Italia Hiroyasu Ando per comunicare l’iniziativa e la disponibilità immediata dei dirigenti della struttura al sostegno della causa giapponese; contemporaneamente sta per essere inoltrata una richiesta ufficiale al presidente della Regione Nichi Vendola, affinchè tutte le cariche politiche pugliesi possano mobilitarsi a sostegno di questo progetto.

 

. SCOMMESSE CLANDESTINE: 20 AGENZIE SEQUESTRATE DALLA GDF IN PUGLIA 18/03/11

I militari della Guardia di Finanza hanno sequestrato 20 centri e punti telematici, dove si esercitavano scommesse sportive abusive, dislocati a Molfetta, Trani, Bisceglie, Andria, Corato, Ruvo, Barletta e Canosa di Puglia. Nel corso delle indagini, i finanzieri hanno accertato che in queste "agenzie" si svolgeva la raccolta di scommesse, sia via telematica che al banco, per un giro d'affari complessivo mensile di oltre 2 milioni di euro, pur essendo privi di concessioni e autorizzazioni obbligatorie. Ventidue persone sono state denunciate con le accuse di esercizio abusivo di gioco e di scommessa, ed oltre ai locali sono stati sequestrati computer, server, apparecchiature informatiche, ricariche di gioco, conti di gioco, promemoria di giocate, denaro contante e altra documentazione comprovante l'illecita' attivita'.(AGI)

 

. PUGLIA: NEVE E FREDDO PUNGENTE. SABATO FIOCCHI A BASSA QUOTA 25/02/11

"L'ondata di freddo che sta interessando la nostra Penisola ed in particolare le regioni centro meridionali adriatiche non accennerà ad attenuarsi prima di domenica," dice Francesco Nucera del portale 3bmeteo.com. "Dopo una fase sottotono, proprio sul finire di stagione segnaliamo un colpo di coda invernale. Si è andato formando negli ultimi giorni un canale molto freddo, continua Nucera, entro il quale discende una massa d'aria di origine artica. E quando le correnti tendono a provenire dai quadranti orientali, questa regione rischia di battere veramente i denti."

EVOLUZIONE SULLA PUGLIA. "La situazione meteo è destinata a subire un ulteriore peggioramento nel fine settimana. Questo in concomitanza del sopraggiungere di un nucleo di aria più fredda siberiana" dice Nucera. Dopo la relativa tregua di Venerdi, tra la sera e la notte su sabato giungerà il nucleo gelido determinando un peggioramento. Avremo qualche fenomeno sparso che, stante l'ulteriore calo termico, potrebbe risultare nevoso a quote molto basse e prossime al piano su Tavoliere e Murge. Nevicate più cospicue tra Daunia e Gargano. Fiocchi non esclusi forse anche a Foggia.
I valori si assesteranno sotto le medie del periodo; massime comprese tra 2 e 7°C, leggermente superiori sul Salento. Domenica mattina gelate anche in pianura.

DOMENICA MIGLIORA: Domenica la pressione tornerà ad aumentare e le condizioni meteo saranno nettamente migliorate. Si tratterà però di una breve tregua perchè un nuovo peggioramento da Ovest è atteso per Lunedì in concomitanza però di un aumento termico.

PRIMAVERA LONTANA? Non è ancora l'ora del cambio di stagione, non deponete i cappotti negli armadi dice Nucera; anche in seguito l'Italia potrebbe essere ancora nel mirino degli attacchi freddi ed instabili dal Nord Europa con una prima decade di Marzo che sarà tutt'altro che votata alla Primavera.
3bmeteo è considerato uno dei principali portali meteo in Italia visitato da circa 2 milioni di utenti unici al mese. Caratteristica fondamentale un nuovo modo di fare meteorologia di qualità integrando ai calcoli e ai modelli automatici previsioni consolidate da un intervento umano e manuale che aumenta considerevolmente l'attendibilità del dato. Fondamentale anche il dettagliato giornale meteo con articoli, analisi tecniche e approfondimenti multi giornalieri, analisi sul territorio italiano ed estero, anche extraeuropeo.

 

 

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